Categoria: Cambiamento

Quando cambiare lavoro?

Quando cambiare lavoro?

Quando cambiare lavoro?

Dopo il COVID, stiamo assistendo ad un fenomeno di dimissioni mai visto in precedenza.

Molte donne e non solo stanno cambiando lavoro o stanno addirittura lasciando il proprio lavoro senza alcuna alternativa certa.

Che fine ha fatto il tanto amato “posto fisso”?

Quello che abbiamo vissuto e che stiamo vivendo in questi ultimissimi anni, a seguito della pandemia, è un cambio totale di paradigma del mondo del lavoro.

E dalla mia prospettiva, vedo che le donne sono in prima linea nel portare questo cambiamento, nel mondo del lavoro e, più in generale, della nostra Società, attraverso la voglia e la grinta di reinventarsi, per trovare veramente la propria strada.

Molte donne hanno iniziato ad accorgersi che il lavoro che hanno svolto fino all’avvento del COVID, potrebbe essere svolto diversamente, con tempi, orari e flessibilità più consona ad una donna, lavoratrice, moglie e mamma.

Molte di noi hanno avuto il tempo, in questo periodo, di fermarsi e di riflettere su quello che stavamo facendo, su come lo stavamo facendo e forse anche a che cosa stavamo rinunciando, lavorando tutto il giorno, oltre allo spreco di tempo impiegato nei tragitti casa-lavoro.

Forse abbiamo iniziato a capire che non ne vogliamo più sapere di un lavoro che, ancora oggi, in molte realtà, vogliono farci intendere come un sacrificio o, peggio ancora, come “sofferenza”.

Queste mie riflessioni nascono proprio oggi da un interessante articolo di Corinna De Cesare, “Le grandi dimissioni: perché dopo il Covid molti stanno cambiando lavoro”

In questo articolo si legge che: “un’analisi di Microsoft afferma che il 40% della forza lavoro globale sta pensando di dimettersi entro l’anno.

Ma non per tutte le donne, cambiare lavoro, dare le dimissioni, è una scelta facile. Anzi, il più delle volte ci troviamo bloccate dai nostri pensieri, che ci fanno credere di non poter avere una scelta. Di non avere alternative.

Se stai leggendo questo post, forse anche a te sarà balenata l’idea di salutare capi e colleghi e ti starai chiedendo quando cambiare lavoro, nonostante tutte le paure, i “se” ed i “ma” del caso.

Molte donne si chiedono quando è il momento migliore per cambiare lavoro.

Alcune si preoccupano del fatto che se è passato troppo poco tempo da quando sono state assunte, si potrebbe apparire poco affidabili agli occhi di un potenziale futuro datore di lavoro.

Altre invece pensano il contrario, cioè che aver cambiato poche volte, potrebbe far pensare che si è una persone, che può apparire poco incline ai cambiamenti e molto abitudinaria.

Vuoi sapere la verità? Non esiste un momento perfetto per cambiare lavoro.

E’ una scelta che devi fare tu, in base alle tue valutazioni e, soprattutto quando ti sentirai pronta di fare questo importante passo.

Quindi, prova a valutare alcuni aspetti, che potrebbero aiutarti a prendere una decisione. Ti propongo una serie di domande.

  1. I valori dell’Azienda rispecchiano i tuoi valori?
  2. Ti sembra di non aver più nulla da imparare? Ti sembra che il tuo lavoro sia diventato un po’ troppo routinario?
  3. Hai appurato che all’interno della tua attuale organizzazione non ci possono essere opportunità di crescita professionale?
  4. Il rapporto con il tuo Capo è conflittuale?
  5. Il rapporto con i colleghi è difficile?
  6. Ti sembra di essere sottopagata rispetto a quanto pensi di valere?
  7. Hai l’impressione che l’Azienda investa poco su di te?
  8. Ti senti poco valorizzata?
  9. Fatichi a sopportare la pressione a cui ti senti sottoposta?
  10. Gli orari di lavoro sono troppo pesanti per poter avere un giusto bilanciamento tra vita lavorativa e vita privata?

Se alla maggior parte di queste domande hai risposto SI, forse è arrivato il momento di cambiare lavoro.

Ti rimando anche ad altri contenuti relativi al tema del cambiamento: Il lavoro che vorrei: da dove partire; leggi anche: da dove partire per cambiare lavoro

Vorrei però farti riflettere bene su un aspetto. E, per questo, ti faccio un’ultima domanda.

Quello che pensi del tuo attuale lavoro è realmente vero, o è frutto di una tua proiezione, se non addirittura della proiezione di altri?

Se così non è, allora lasciati andare e vola verso nuove sfide! Ricordati che là fuori c’è un mondo di nuove opportunità!

Mi farebbe piacere sapere anche tu cosa ne pensi e, se sei confusa, se non sai che cosa fare con il tuo lavoro, contattami! Ti offrirò un’ora di coaching gratuito, in cambio di una condivisione di questo post.

Come superare la paura del fallimento

Come si può superare la paura del fallimento quando vuoi reinventarti, lasciando il tuo attuale lavoro a tempo indeterminato per crearti il tuo nuovo lavoro?

Generalmente si tratta di una delle principali paure auto limitanti e bloccanti nel prendere una decisione e ci rende impossibile passare all’azione.

In questo articolo ti mostrerò come poter superare questa paura, soprattutto quando ti impedisce di fare dei passi importanti nella tua vita.

La paura del fallimento quando vuoi reinventarti

Se anche tu, come me, senti il bisogno di trovare una nuova strada lavorativa per la quale lasciare il famigerato e tanto ambito posto fisso per trovare una strada che ti consenta di sentirti maggiormente realizzata, che possa valorizzare di più la tua essenza e che sia più vicina alla persona che veramente aspiri ad essere, ti troverai a dover superare la paura di poter fallire.

Quante volte ti capita di pensare: “Non ce la farò mai!”; “la scelta che sto facendo si rivelerà sbagliata e dovrò rendermi conto di aver fallito”. Sono certa che sono frasi che ti risuonano in testa ed anche provare a visualizzarti nel momento del successo, spesso, non ti aiuta a trasformare la tua paura in qualcosa di diverso. Lo so bene!

So bene cosa provi, perchè sono le stesse sensazioni che provo anch’io e sono i mei stessi pensieri, quando devo fare un cambiamento importante nella mia vita.

Qualche consiglio su come superare la paura del fallimento

Sai qual è il miglior modo per superare la paura del fallimento?

Fallire! Quando ti capita, poi ti accorgi che nulla è così tremendo e mostruoso come ce lo immaginavamo.

Molto spesso sono le nostre idee e la nostra immaginazione che ci fanno sembrare un fallimento una cosa tanto spaventosa.

Invece quando poi ci si ritrova, ci si accorge che:

  1. Non è nulla di così catastrofico come pensavamo;
  2. Possiamo trovare in noi stesse le energie e la forza di reagire e di riprendere in mano la nostra vita. Anzi, la capacità di rialzarci in piedi ci da anche grande soddisfazione;
  3. Spesso da un fallimento può nascere una nuova opportunità;
  4. Un fallimento è l’occasione per ripensare a quanto abbiamo fatto. Capire gli errori è un ottimo modo per evitare di ricaderci e di pensare a nuove soluzioni, che prima non avevamo pensato.

Qualche azione per ridurre al massimo il rischio di fallire

Considerato però che a nessuno piace fallire e immagino neanche a te, dobbiamo cercare di mettere in atto tutte le azioni possibili per ridurre al massimo questo rischio.

Come fare?

  1. Per poterlo fare è necessario iniziare con una buona pianificazione di ogni tappa della strada che intendiamo percorrere, indicando quali possono essere i possibili ostacoli che incontreremo sul nostro cammino e quindi definire le azioni che ci consentano di evitarli oppure di superarli in caso ci capiti, purtroppo, di finirci dentro.
  2. Suddividere i nostri macro obiettivi in micro obiettivi. Questo ci da la possibilità di poter fallire in uno o più dei micro obiettivi, senza fallire l’intero progetto. Ricorda: “una sconfitta non significa che abbiamo perso la guerra!”.
  3. Anticipare certe azioni che ci possono portare a raggiungere il nostro macro obiettivo, ci consente di giocare di anticipo e poter affrontare per tempo anche eventuali problemi che non avevamo previsto, all’inizio.

Se ti piace l’idea di superare la paura del fallimento quando vuoi lasciare il tuo attuale lavoro a tempo indeterminato, per intraprendere una nuova attività tutta tua, contattami.

Ti posso aiutare, attraverso un percorso di coaching, a trovare la TUA IDEA di BUSINESS e a lanciarti nella TUA nuova impresa, senza paura di fallire.

Come trasformare un buon proposito in un’azione

Come trasformare un buon proposito in un’azione

come trasformare un buon proposito in un'azioneSettembre: mese dei buoni propositi

Il mese di Settembre per me è sempre stato un mese di inizio. Il mese in cui progettare il mio anno e soprattutto il mese in cui cerco di trasformare i buoni propositi, che di solito arrivano durante l’estate, in azioni concrete.

Ma purtroppo sappiamo che spesso ciò non accade, generando in noi un profondo senso di frustrazione.

Per questo provo a fornirti i miei cinque consigli per trasformare un buon proposito in un’azione concreta, per evitare la frustrazione derivante dal non riuscire a concretizzare.

Sarà che a Settembre rincomincia la scuola, ma, per me, Settembre è sempre stato un mese  che mi ha portato a generare tante nuove idee e molti buoni propositi.

Di solito a Settembre divento molto creativa e questo mi porta a ripensarmi. L’intento che ho è sempre quello di cercare di migliorarmi. Infatti, alla base di tutti i miei progetti, c’è sempre questa idea di fondo: nasciamo, cresciamo e quindi cambiamo, ma sempre con una spinta interiore a cambiare in meglio la nostra vita. Almeno così è sempre stato per me. E questo pensiero mi ha sempre dato tanta motivazione nello sperimentarmi in nuovi progetti.

L’idea che in un futuro non lontano, solitamente un arco temporale di un anno, possa cambiare effettivamente qualcosa della mia esistenza che mi consenta di farmi stare meglio, è sempre stato un grande aiuto per spronarmi ad impegnarmi.

Non sempre un buon proposito si trasforma in azione

Ma spesso poi accade che quello che è un buon proposito, difficilmente, o con grande fatica, si trasforma in un’azione concreta. E questo, diciamocelo, genera, almeno in me, una grande frustrazione.

Ti è mai capitato di dire: “da Settembre mi metto a dieta!” oppure: “da Settembre inizio ad andare in palestra!”, senza che poi effettivamente il buon proposito si trasformasse in azione concreta? Capita che, riprendendo la vita di sempre, si ritorni ad essere la stessa persona che si era prima dell’estate, sopraffatta dai soliti impegni quotidiani che ti fanno dimenticare di tutto, distraendoci dalle nostre migliori e più pure buone intenzioni.

Ma allora come fare?

Ti racconto come faccio io o, come almeno, cerco di fare. Ammetto però che non sempre ci riesco!

La mia “ricetta” per trasformare un buon proposito in azione consiste:

  1. nel comunicare la mia intenzione a più persone. Così facendo, mi creo una sorta di “obbligo morale” che voglio assolutamente rispettare per non sentirmi in difetto. Può sembrare una banalità, ma vi assicuro, invece, che si tratta di uno stratagemma fortissimo, soprattutto, per chi ama essere di parola con gli altri.
  2. altro stratagemma che utilizzo per trasformare un buon proposito in azione è quello di fissare una scadenza entro la quale devo assolutamente mettere in atto la mia intenzione. Darsi un obiettivo temporale spesso ci aiuta a mantenere l’impegno preso.
  3. utilizzo la tecnica della visualizzazione, immaginandomi nei momenti successivi in cui ho trasformato la mia buona intenzione in un’azione. Questa è una tecnica che aiuta tantissimo per auto motivarsi.
  4. faccio l’elenco di tutte le scuse che mi portano ad allontanarmi dal mio buon proposito e cerco di smontarle una dopo l’altra, facendole miseramente cadere.
  5. infine mi faccio aiutare dalle persone che mi vogliono bene e che so essere in grado di spronarmi e rassicurarmi, perchè spesso dietro ad un buon proposito che non si trasforma in azione c’è la grande paura di fallire o di non essere in grado di raggiungere il risultato che si desidera tramite l’azione che si sta mettendo in atto.

Con questi consigli ti ho illustrato come trasformare un buon proposito in un’azione. Ma mi farebbe molto piacere sapere quali sono i tuoi stratagemmi!

Ti va di scriverlo nei commenti?