Quali sono i 6 errori da evitare al primo colloquio?

Nessuna domanda e nessuna risposta è di per se sbagliata, ma, talvolta lo sono i tempi e le modalità che usiamo.

Mi è capitato più di una volta, durante la mia attività da recruiter, di riscontrare alcuni errori comuni in cui inciampano alcuni candidati, durante il primo colloquio, indipendentemente dall’esperienza che hanno.

Vorrei pertanto condividere con te quelli che riscontro essere i 6 errori da evitare al primo colloquio, per non cadere sulla classica buccia di banana.

Cominciamo.

Errore Nr.1

Dopo un bel colloquio, in cui ti sei dichiarato/a una persona disponibile in termini di orari, di flessibilità, di mobilita….alla fatidica domanda del selezionatore: “ha domande?”, chiedi: “ecco….si….vorrei sapere: ma…qual è l’orario di lavoro?”

…..No!!! Ti prego: non chiedere questi dettagli al primo colloquio….se andrai avanti nella selezione, avrai tutto il tempo per approfondire questi aspetti.

E poi, comunque, considera che, se ti stai candidando per un lavoro d’ufficio, l’orario di ingresso potrà essere alle 8.00 del mattino, oppure alle 9.00, per proseguire con le classiche 8 ore giornaliere. Generalmente ormai, tra l’altro, quasi tutte le Aziende consentono una certa elasticità nell’orario di ingresso e di uscita, almeno che non si tratti di un lavoro particolare che richieda la presenza in un determinato orario.

Inoltre, in molte realtà, oramai è in uso lo Smart Working,sempre che la tipologia di attività svolta dall’Aziende e/o il tipo di professione per la quale stai sostenendo il colloquio, sia compatibile con questa modalità di lavoro.

Se l’orario invece dovesse essere su turni di lavoro, solitamente dovresti aver trovato già all’interno del testo dell’inserzione la richiesta di disponibilità a svolgere lavoro su turni e magari anche durante i giorni festivi…

Ad ogni modo, inoltre, personalmente quando mi è capitato di assumere per orari di lavoro su turni, l’ho sempre esplicitato durante il primo colloquio perchè, ovviamente, mi interessa capire se la persona è disponibile ad un’attività che è articolato su un orario non di giornata.

Errore Nr. 2

Altra classica buccia di banana da primo colloquio è chiedere a quanto ammonta la retribuzione….

Non è domanda da fare al primo colloquio.

Non tanto perché si pensi che possa essere una domanda un po’ indiscreta, ma piuttosto perché spesso la retribuzione è in funzione del profilo che il selezionatore reperirà sul mercato.

Infatti, a patto di riconoscere una retribuzione in linea con quanto determinato dai contratti nazionali di lavoro, si deciderà di ricompensare di più o di meno a seconda di alcuni fattori, come ad esempio in funzione della maggiore o minore seniority. Sicuramente chi seleziona ha in testa un range, ma non è necessario che, al primo colloquio, tu ti metta ad investigare questo aspetto. Ricorda che, anche per questo genere di domande, ci sarà l’occasione per approfondire, se passerai alle fasi successive.

Al primo colloquio, ma direi anche in qualche colloquio successivo, interessati maggiormente alla tipologia di lavoro. Cerca di capire se quello che ti stanno proponendo è in linea con quello che ti piace fare; è in linea con i tuoi valori; quali opportunità per il futuro ci possono essere per la crescita dell’Azienda e, di conseguenza, per la tua crescita professionale. Approfondisci, facendo anche tu domande. Chiedi se, nel ruolo che ti stanno proponendo, avrai l’occasione di sviluppare nuove competenze che potrebbero servirti anche in futuro.

Ricorda sempre che un colloquio è, prima di tutto, una relazione tra persone e un rapporto tra pari: bisogna scegliersi a vicenda!

Errore Nr.3

Un altro consiglio che mi sento di darti è quello di evitare di essere così limpido e trasparente da dichiarare, (almeno che non sia il recruiter stesso a farti una domanda in tal senso), che stai valutando anche altre offerte di lavoro.

Personalmente ti ringrazio per l’onestà, ma, per evitare di venire scartati a priori perché stai dando un’immagine (magari anche solo sbagliata per pura ingenuità), che, sì, ti piace quello che ti sto proponendo, ma potresti anche decidere di andare da un’altra parte a fare tutt’altro…magari a patto che mi paghino meglio di quello che mi potresti offrire tu oppure perchè l’altro lavoro è più vicino a casa…ecco, direi che è assolutamente inopportuno, quanto meno ad un primo colloquio e, la risposta che potresti ottenere sarebbe: “le lascio scegliere l’altra opportunità che ha tra le mani…Mi sembra, in effetti, più adatto!”.

Tutto ciò almeno che tu non abbia una professionalità talmente ricercata e difficile da reperire sul mercato, che quindi tu sia oggetto di una corte sfrenata da parte di più recruiters.

Errore Nr. 4

Evita di presentarti ad un colloquio (sempre che tu ci tenga veramente ad ottenere quel posto di lavoro) senza sapere assolutamente nulla dell’azienda, o, peggio ancora, fingendo di saperne qualcosa e quindi uscendo con frasi molto banali e generali, del tipo: “trovo molto interessante quello che producete”.

Informati prima bene su quello che fa l’Azienda alla quale ti stai proponendo; cerca anche di capire quale siano i tuoi punti di contatto con quella realtà e che cosa tu possa apportare come valore aggiunto…

E, tutto ciò, è possibile solo ed esclusivamente se prima ti sei informato/a! Cosa che, al giorno d’oggi è facilissimo da fare, tra l’altro.

Errore Nr. 5

Quando ti viene chiesto; “Perché vorrebbe venire a lavorare da noi?”

Risposta: “ perché così mi avvicinerei a casa”…..ci può anche stare, ma solo ed esclusivamente come corollario ad una motivazione che sia effettivamente legata all’azienda e a quello che tu potresti portare di nuovo e positivo a quella realtà.

Cerca di circostanziare perchè sei attratto/a da questo posto di lavoro piuttosto che da un altro, fai trasparire la tua motivazione, la tua energia e la passione che vorresti mettere in quel lavoro per il quale ci stiamo conoscendo.

Errore Nr. 6

Difficilmente un colloquio si chiuderà senza che il recruiter  ti abbia chiesto: “Ha domande?”

Non terminare il colloquio dicendo: “no, grazie, non ho domande, è tutto chiaro” soprattutto se, nel corso del colloquio hai sempre e solo risposto senza aver mai avanzato le tue domande al selezionatore.

Ti ricordo: il colloquio è una relazione, una comunicazione tra due persone. Tu vai anche ad ascoltare e a conoscere quello che ti stanno proponendo, e il recruiter cerca di conoscerti per capire se tu puoi essere la persona giusta per il ruolo proposto.

Un colloquio non è mai un interrogatorio!

Se sei arrivato/a a leggere fin quì, forse avrai capito che, quello che è importante far trapelare al primo colloquio è la tua MOTIVAZIONE, che deve emergere forte e chiara, evitando di inciampare nei fatidici 6 errori.

E tu adesso sei pronto/a per il tuo prossimo primo colloquio?

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